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Catalogo

Alberto Savinio e la filosofia

€18.00

Materiali per una vita filosofica

 

Uno dei più originali protagonisti del Novecento, Alberto Savinio, è qui esplorato per la prima volta da una prospettiva di pratica filosofica, cioè con l’intento di mettere in luce un intero sistema di coordinate, un intero cosmo di valori e di prospettive, di possibilità e di errori. Si tratta allora di raccontare la realtà allargata, di far emergere il senso dell’arte dal cuore stesso dell’esistenza, di assumere lo sguardo del fanciullo, con il suo telescopio-microscopio, e di fare esperienza di quella superficialità che è leggerezza, al di là dei modelli, degli Déi, di ogni Verità Unica.Leggi tutto


Ciò che emerge è il sentimento giocoso e l’ironia con le quali l’artista assiste alla tragedia dell’infanzia, alla morte del borghese. E, ancora, Savinio ci fa osservare la vita nella realtà estesa, nel commercio quotidiano con la rete dei possibili, e con la morte che sporca ogni cosa. Ne esce una profonda e originale testimonianza del Novecento e delle sue incertezze, e il profilo di una esistenza vissuta filosoficamente, cioè con consapevolezza e con l’inesausto desiderio di capire, di interrogare, di mettere in questione. Ne esce, soprattutto, la traccia di un mondo nuovo, e quindi una serie di luoghi di riflessione irrinunciabili per noi tutti. Qui e ora.

Primo capitolo del libro

Disponibile

COD: ISBN: 9788896732335 Categoria:

Discipline


Collane



Descrizione prodotto

Alberto Savinio e la filosofia. Materiali per una vita filosofica

 

Il primo aspetto dell’esperienza di Savinio, trama di questo Alberto Savinio e la filosofia, è la nozione di realtà allargata, secondo la quale s’instaura un nuovo rapporto con l’oggetto, che non appare più nella finitezza dello sguardo logico e razionale, ma in quella forma d’estensione “metafisica” che lo dilata nel tempo e nello spazio, attraverso la memoria e attraverso lo sguardo dell’artista. L’arte, per Savinio, realizza questo sentimento del non interrompimento dell’oggetto nel mondo, privato della regola d’ordine d’una verità superiore, trascendente, Verità Suprema o Dio. Testimonianza della relazione essenziale fra le cose che impone un diverso approccio alla realtà, non dialettico, non d’opposizione, ma di con-fusione, di perdita, lungo le strade intricate del tempo e dello spazio.

Simmetricamente appare il secondo connotato, nella figura che chiameremo dell’uomo-isola. E qui l’autobiografismo ossessivo di Savinio è rivelatore. A partire dalle vicende dell’infanzia, che è tragica nella misura in cui termina con la formazione di un’identità sessuale che separa gli esseri l’uno dall’altro, che annienta l’originario ermafroditismo che è la condizione superiore e perfetta, quella dell’individuo completo, autonomo, autosufficiente, liberato dalla dipendenza da ogni principio, anche dal principio stesso del desiderio. Il modello dell’uomo-isola è dunque un modello di solipsismo assoluto, e quindi contraddittorio, tanto con la realtà della vita umana, quanto con le sue istituzioni, prima fra tutte la famiglia, che nel racconto di Savinio appare annientata nel momento in cui vi si sottragga l’ipocrisia che come artificioso collante la tiene insieme.

Come questa doppia prospettiva si possa realizzare nell’ambito letterario, Savinio lo dimostra con tutta la sua opera, con l’ostinata pratica di una scrittura errante che ha pochi eguali nella tradizione italiana. Raro esempio di un raccontare senza limiti e, apparentemente, senza forma. Senza la forma chiusa e controllata che riassume la pluralità nell’unità del romanzo o dell’opera; sempre disponibile alla svolta, alla divagazione, alla ripresa, alla postilla. Una scrittura che muove dall’autobiografismo sfondandolo inesorabilmente verso l’oggetto, verso il mondo, verso la testimonianza della realtà estesa. Scrittura che narra se stessa e il mondo, perennemente incerta fra invenzione e descrizione, fra racconto e analisi, fra costruzione e critica. Scrittura dell’orizzontale, che è la dimensione del mondo allargato, che ha rinunciato alle profondità dell’altezza, che ha rinunciato all’oscurità dell’inconscio quanto alla luminosità accecante di Dio, e resta presa, intrappolata, invischiata nella densa opacità del reale. Ecco, c’è in Savinio una testimonianza sincera, vissuta in prima persona, nella contraddittorietà dei fatti, delle parole, delle idee, di quello che egli definisce come il carattere tremendo del nostro tempo: la fine dei modelli.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.228 kg
Dimensioni 22.9 x 15.2 x 1.5 cm
Pagine:

148

Anno:

2011

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