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La saggezza delle figure

€16.00

Introduzione alla figurazione dialogica

 

Come un cercatore di perle sul fondo dell’oceano, il filosofo ritrova una serie di immagini nella letteratura filosofica e non solo; attraverso di esse riflette su alcuni tratti fondamentali dell’esistenza: i complessi sentieri delle relazioni che ci sostengono, dei ruoli che tutti dobbiamo assumere, dei percorsi che la nostra esistenza può prendere, delle possibilità che ci si aprono in ogni momento e della fine che ci appartiene.Leggi tutto


Perché l’uomo da sempre ha pensato la sua vita, l’ha immaginata, l’ha interpretata, e ha elaborato innumerevoli figure suggestive e feconde per raccontarla in modo adeguato. Queste figure costituiscono ora un patrimonio immenso che dobbiamo saper rileggere. Ogni immagine proposta mostra la sua inesauribile capacità di suscitare il nostro pensiero, di sollecitare la nostra riflessione, di produrre nuove idee, nuove ipotesi, nuove possibilità. Le figure, da questo punto di vista, sono materiali carichi di saggezza che ci aiutano ad affrontare la complessità degli eventi e dei rapporti in questo tempo difficile. Ripartire dalla saggezza delle figure, dunque, è l’invito che l’autore rivolge ai suoi lettori.

Primo capitolo del libro

Disponibile

COD: ISBN: 9788867721412 Categoria:

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Collane



Descrizione prodotto

La saggezza delle figure. Introduzione alla figurazione dialogica

 

“Dobbiamo immaginare la nostra esistenza quanto più vasta possibile; tutto, anche l’inaudito, deve trovarvi spazio”. R. M. Rilke, Lettere a un giovane poeta

Proponiamo un tragitto insieme, e come il viandante della “Diciottesima figura” non abbiamo una meta da raggiungere, ma forte è invece il desiderio di avventurarci nel mondo umano, di entrare nei nostri valori, nei nostri pregiudizi, nelle nostre convinzioni. È quello che cercheremo di fare, senza alcuna pretesa di concludere o di definire o di stabilire inequivocabilmente il bene e il male, attraverso le pagine di La saggezza delle figure.

Vorremmo partecipare l’esperienza di una vasta serie di figure, tentativi importanti secondo noi di riflettere sulla natura umana, tutti ricchi e stimolanti, tutti capaci di farci pensare, nessuno conclusivo. In questa esperienza plurale, multipla, ognuno individuerà le immagini in cui gli è facile ritrovarsi e quelle che percepisce come più lontane, meno efficaci; è giusto così, le immagini hanno una storia e un senso e una forza che ognuno di noi vive diversamente, a seconda del proprio punto di vista e della costellazione di esperienze, di credenze, di valori che ha intorno a sé. È proprio da questa apertura e pluralità di condizioni che possiamo imparare di più, che possiamo trovare la linea del discorso che ci appartiene più intimamente.

Entrando nelle immagini il pensiero si arricchirà di ipotesi, di possibilità, di occasioni di riflessione, e noi stessi cercheremo di chiarire le nostre ragioni, forse alcune le accantoneremo, altre, nuove, le avremo di fronte a noi pronte a guidarci nelle scelte di tutti i giorni. In fondo l’obiettivo di un libro dedicato alla saggezza delle figure è proprio questo: offrire delle occasioni per pensare, creare occasioni per riflettere e così aiutarci ad affrontare la nostra vita quotidiana con qualche illusione di meno, magari senza certezze ma con la forza di esibire ragioni, con la determinazione di chi può dire di aver valutato il meglio e il peggio e di aver fatto i conti con le responsabilità e con le conseguenze, di chi sa che i valori si elaborano soltanto con gli altri, dialogando, confrontandosi, scambiando idee, esperienze, parole.

Speriamo che questo percorso possa far nascere il desiderio di proseguire sulla strada del confronto, dello scambio, dell’interrogazione. Grande soddisfazione sarebbe per noi sapere che i lettori avranno sviluppato un incontenibile desiderio di mettere in questione fatti, vissuti e discorsi della nostra comune esistenza, ritrovando il gusto e il piacere di essere cittadini consapevoli di una polis universale.

Informazioni aggiuntive

Peso 0.322 kg
Dimensioni 22.9 x 15.2 x 1.2 cm
Pagine:

214

Anno:

2014

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Tutti i capitoli o saggi riportano la numerazione di pagina originaria del libro e/o della rivista. Per tal motivo, lo studioso, in caso di citazione, potrà avvalersi di tale numerazione in quanto corrispondente alla pubblicazione originale.

1 recensione per La saggezza delle figure

  • IpocPress

    Figura è l’aspetto esteriore, ciò che si può definire mediante descrizione o riferimento, l’etimo latino ci conduce al tema di fingére cioè plasmare, modellare, che sta anche per immaginare, rappresentare, Figura è anche allegoria e metafora. Figura è perciò immagine, rappresentazione, simbolo che rimanda ad altro, e in quanto raffigurazione evoca l’idea che è ambivalente e generativa di significati ulteriori, come ciò che indica una cosa ma ne suggerisce anche una diversa. Il termine greco eidos, che condivide la radice di idea, traduce anche essenza, infatti i termini idea e eidos derivano entrambi da idein che significa “vedere”.
    Figura, per la sua natura plurivalente, vale anche per ogni visione o rappresentazione artistica e illustrativa: nella danza si dice di ogni posa o passo esemplare, eseguito secondo il ritmo, la cadenza e le proporzioni; nella partitura musicale è ciascun segno della notazione che indica la durata dei suoni e le relative pause. La figura retorica è il procedimento o l’artificio stilistico per cui una parola o una frase vengono adoperate con un significato diverso da quello che hanno, per dare maggior forza o colore al discorso. Nella logica classica il termine è usato per ciascuna delle forme fondamentali del sillogismo,
    Ma c’è una saggezza delle figure? Si possono descrivere pensieri, costrutti, intenzioni, esistenze attraverso le immagini o le figure? Evidentemente si, ed è ciò che propone Stefano Zampieri nel suo La saggezza delle figure pubblicato per Ipoc.
    La filosofia ha sempre evocato figure, ne ha generate di nuove, ne ha ripensate di classiche. A partire da logos, che sta per parola ma anche sapere, umano e divino, e poi l’acqua archetipica di Talete da Mileto, l’aria di Anassimene, il fiume eracliteo dove è impossibile bagnarsi due volte, i semi originari di
    Anassagora, la porta parmenidea che divide le due vie della Notte e del Giorno, l’Eracle al bivio etico di Prodico, l’atomo democriteo, il daimon socratico, fino all’esplosione immaginativa di Platone, con il mito del carro e dell’auriga (o della biga alata) nel Fedro, o la più famosa caverna, o ancora l’Iperuranio, il mondo delle idee. La storia del pensiero si potrebbe raccogliere in un album. Non esiste pensiero che non si possa figurare tramite un’immagine, l’impensato per l’uomo non ha rappresentazione. E’ facoltà propriamente umana quella di rappresentare i fondamenti dell’esistenza, gli accadimenti della vita, le possibilità del vivere secondo la proprietà immaginativa. Edmund Husserl- che nell’Eidos cercava l’essenza del fenomeno, il ritorno alle cose stesse dall’eccesso di astrazione – molto più vicino a noi, nel 1917, ne conia una molto bella: l’uomo che abbraccia il mondo.
    Ecco allora un percorso, una serie di immagini nella letteratura filosofica e non solo; attraverso di esse Zampieri riflette su alcuni tratti fondamentali dell’esistenza: i complessi sentieri delle relazioni che ci sostengono, dei ruoli che tutti dobbiamo assumere, dei percorsi che la nostra esistenza può prendere, delle possibilità che ci si aprono in ogni momento e della fine che ci appartiene.
    Ezra Pound dell’immagine scrisse che è «ciò che presenta un complesso intellettuale ed emotivo in un istante di tempo», e che deve associarsi alla brevità e bandiva l’uso di ogni parola superflua e di ogni aggettivo che non fosse portatore di un arricchimento di significato, su questa idea fondava l’imagismo, corrente poetica dei primi del ‘900. Gianni Rodari, nella sua Grammatica della fantasia del 1973, scrisse: “Una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio (…)”.
    Se l’immaginazione genera logos filosofico non possiamo che pensare all’Etica di Spinoza in cui l’immaginazione è considerata come una forma di rappresentazione sottoposta necessariamente a leggi, alle medesime leggi a cui sono sottoposte ragione e intelletto. L’orizzonte che Spinoza esplora rende produttiva una lettura circolare di una razionalità che sfrutta consapevolmente le potenzialità dell’immaginazione, guidandola ad assumere la sua massima espressione come potenza di configurazione del possibile. L’orientamento del conatus imaginandi ad opera della ratio lo trasforma in cupiditas imaginandi, che muove la ragione ad immaginare altre forme del possibile. L’uomo, infatti, da sempre ha pensato la sua vita, l’ha immaginata, l’ha interpretata, ha elaborato innumerevoli figure suggestive e feconde per raccontarla in modo adeguato. Queste figure costituiscono un patrimonio immenso che dobbiamo saper rileggere e ripensare. Nel testo di Zampieri ogni immagine proposta mostra la sua inesauribile capacità di suscitare il nostro pensiero, di sollecitare la nostra riflessione, di produrre nuove idee, nuove ipotesi, nuove possibilità. Le figure, da questo punto di vista, sono materiali carichi di saggezza che ci aiutano ad affrontare la complessità degli eventi e dei rapporti in questo tempo difficile. Ripartire dalla saggezza delle figure, dunque, è !’invito che l’autore , Stefano Zampieri, rivolge ai suoi lettori attraverso figure come: La Particella di un organismo complesso, Ersilia, il Cacciatore felice, il Pescatore di perle, il Labirinto, la Chimera, il Navigatore tra gli scogli, il viandante.
    La saggezza delle immagini come un continuo lavorìo della mente che acquisisce informazioni dal mondo esterno, il mondo della vita, e le rielabora nel mondo interno. Un continuo scambio tra immagini presenti, attuali, passate, un flusso in avanti e indietro appartenente alla nostra coscienza, legato alla nostra soggettività individuale e collettiva, alla nostra storia.
    “Entrando nelle immagini il pensiero si è arricchito di ipotesi, di possibilità, di occasioni di riflessione, e noi stessi abbiamo chiarito le nostre ragioni, forse alcune le abbiamo accantonate, altre, nuove, le abbiamo ora di fronte a noi pronte a guidarci nelle scelte di tutti i giorni. In fondo l’obiettivo di un libro dedicato alla saggezza delle figure è proprio questo: offrire occasioni per pensare, creare occasioni per riflettere e così aiutarci ad affrontare la nostra vita quotidiana con qualche illusione di meno ma con la forza di esibire ragioni (…)”.

    Davide Ubizzo, Pragma, 22 maggio 2015

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