|
|
|
|
|
|
|
RISULTATI RICERCA
|
|
Keywords: 'Locus Management'
|
|
|
|
|
|
|
|
Libro Verde COM366
|
|
|
|
|
1. Introduzione. 2. Che cos’è la responsabilità
sociale delle imprese? 3. Un approccio olistico alla
responsabilità sociale delle imprese. 4. Il processo
di consultazione. 5. Allegati
Il Libro Verde CEE del 2001: responsabilità sociale,
audit etico, sociale, ecologico, organizzazione e
formazione, strategia e modelli di partecipazione
dei lavoratori.
|
|
|
|
|
|
|
La dinastia dei Gucci
|
|
|
|
|
Guccio Gucci: chi era, cosa intraprese. I figli Aldo, Grimelda, Rodolfo e Vasco Gucci. Nuovi materiali, nuovi prodotti, il primo logo, il negozio a Roma (1938), il negozio di Milano. La borsa con il manico di bambù, qualità, finitura, armonia stili e colori. Giovan Battista Giorgini e la Sala Bianca a Palazzo Pitti.
|
|
|
|
|
|
|
Gucci sbarca negli Stati Uniti
|
|
|
|
|
Il primo negozio a New York (1953), la morte di Guccio Gucci, l’esclusione di Grimalda, la spartizione delle responsabilità. La creatività di Rodolfo Gucci per i prodotti, il marketing di Aldo Gucci: il negozio di via Condotti (1959), il secondo negozio di New York, Montecatini, Old Bond Street a Londra, Palm Beach, Parigi (1963). Il consiglio di famiglia, Roberto Gucci, Giorgio Gucci, Paolo Gucci. Il negozio di Beverly Hills (1968), l’alluvione di Firenze, il foulard Flora (1966), il mocassino da uomo Modello 175, il mocassino da donna Modello 350 (1968). Gli status symbol, l’inizio del prêt-à-porter, il tessuto con il monogramma GG (1969).
|
|
|
|
|
|
|
Rivalità familiari
|
|
|
|
|
Gucci come status symbol: a Hollywood, per gli operatori di Borsa, per alti funzionari di banca. Nuovi negozi Gucci: New York (1970), Chicago (1971), Filadelfia, San Francisco, New York (1973), franchising a San Francisco e Las Vegas, negozi a Tokyo (1972), Hong Kong (1974). Gucci Perfume International e Severin Montres Ltd (1972). Muore Vasco Gucci (1974), nuovi assetti proprietari. Gucci Accessories Collection (GAC, 1979): profumerie e grandi magazzini. Nuovo negozio a New York (1980), galleria Gucci. Liti familiari e ricorso ai tribunali.
|
|
|
|
|
|
|
Americani
|
|
|
|
|
Maurizio Gucci presidente di Gucci (1989), Dawn Mello Direttore Creativo, Richard Lambertson, David Bamber, Pilar Crespi, Carlo Buora, Andrea Morante.
|
|
|
|
|
|
|
Un giorno in tribunale
|
|
|
|
|
Maurizio Gucci assolto (1989). Creazione archivio prodotti Gucci, riorganizzazione, rystiling dei prodotti, nuove linee. Chiusura di Gucci Accessories Collection, crollo del fatturato, vendite solo presso negozi esclusivi, riduzione linea di prodotti, numero di modelli, numero di negozi. Nuova sede direttiva a Milano. Nasce la “scuola Gucci”: formazione dei dipendenti. Il prêt-à-porter come asset strategico, la ricerca dello stilista, l’arrivo di Tom Ford (1990).
|
|
|
|
|
|
|
Divorzio
|
|
|
|
|
Muore Aldo Gucci (1990), il ruolo di Investcorp per la gestione della società, controllo esclusivo dell’azienda Gucci in Giappone, trattativa tra Maurizio Gucci e Henry Racamier. Crollo vendite, passivo.
|
|
|
|
|
|
|
Inversione di tendenza
|
|
|
|
|
Bill Flanz nuovo direttore generale. I limiti e le qualità di Maurizio Gucci nella visione dei suoi collaboratori. Riorganizzazione aziendale, l’accordo sindacale, il budget per la pubblicità, chiusura della sede direttiva di Milano. Domenico De Sole a Firenze, Claudio Degl’Innocenti direttore di produzione. Dawn Mello lascia Gucci (1994), Tom Ford direttore creativo. Riorganizzazione della produzione, nuovi fornitori, nuovi prodotti, lo stile Tom Ford, la nuova immagine di Gucci. Domenico De Sole direttore generale (1995), l’asse con Tom Ford. Gucci quotata in Borsa: offerta del 30% del capitale (1995), offerta del restante (1996), la società diventa pubblica. Vulnerabilità dell’assetto azionario.
|
|
|
|
|
|
|
Acquisizione
|
|
|
|
|
Prada acquista il 9.5% di Gucci, LVMH il 5%. Patrizio Bertelli e Bernard Arnault: costruzioni di imperi, stili manageriali. LVMH al 34,4% di Gucci, il piano di proprietà azionaria da parte dei dipendenti come difesa, l’asset De Sole-Tom Ford, la guerra legale. François Pinault: il personaggio, l’intesa Sanofi-PPR-Gucci, Pinault al 42% in Gucci.Gucci gruppo multimarchio: Yves Saint Laurent. Gli eredi Gucci.
|
|
|
|
|
|
|
Epilogo
|
|
|
|
|
Consolidamento del gruppo multimarchio Gucci: Sanofi, Sergio Rossi, Boucheron, Bédat & Co., Bottega Veneta, Alexander McQueen, Stella McCartney, Nicolas Ghesquiere. Ristrutturazione delle fabbriche e dei negozi di Yves Saint Laurent, nuove ubicazioni, negozio-pilota, il business dei cosmetici. Giacomo Santucci, Thierry Andretta, Massimo Marchi e Stefano Pilati in Gucci, acquisto di Zamasport. L’esposizione culturale del Gruppo Gucci Les Années Pop a Parigi (2001), il trionfo della sfilata della collezione prêt-à-porter di Yves Saint Laurent. Nuove battaglie legali tra Gucci e LVMH. La Corte di Cassazione di Roma conferma le pene per l’assassinio di Maurizio Gucci.
|
|
|
|
|
|
|
Cos'è oggi Gucci
|
|
|
|
|
Cos’è oggi il gruppo Gucci (2009): acquisizioni, dismissioni, strategie, nuovi modelli, fatturato, penetrazione sui mercati, blasone, organizzazione della produzione, nuova dirigenza, stilisti.
|
|
|
|
|
|
|
Il grande interdetto: partire dall'alto
|
|
|
|
|
1. Essere persona: Adriano Olivetti.
2. Esistere come attualizzazione responsabile.
Si delinea la figura della famiglia di Adriano Olivetti ma soprattutto la sua formazione culturale, e gli autori che più di altri hanno svolto un ruolo determinante: Emmanuel Mounier, Henry Bergson, Simone Weil, John Dewey. Cultura e prassi, responsabilità e impegno politico.
|
|
|
|
|
|
|
Contornarsi di personae
|
|
|
|
|
1. Le personae di Adriano Olivetti.
2. Progetto e leadership.
La straordinaria forza di richiamo della Olivetti richiama personae provenienti da esperienze disciplinari le più differenti per una traduzione pratica dell’attività culturale. Come sceglieva i propri dirigenti, chi erano queste personae, l’importanza del “con chi”, lo stile aziendale, il tipo di leadership, cosa significhi davvero “progettare”.
|
|
|
|
|
|
|
Il senso della realtà
|
|
|
|
|
1. Il pragmatismo etico di Adriano Olivetti.
2. La costruzione della fiducia.
3. Verso l’Employee Relationship Management.
4. La formazione informale: il ruolo della cultura.
Analisi delle attività della Olivetti dal dopoguerra al 1959: collaborazione tra impresa, forze sociali, comunità per conseguire gli utili che garantiscano la realizzazione di fini etici superiori. I servizi sociali, le case e le scuole per i dipendenti, le biblioteche di fabbrica, il Consiglio di Gestione, l’Associazione Spille d’Oro, il Centro di Psicologia, Edizioni di Comunità, la rivista Comunità.
|
|
|
|
|
|
|
La responsabilità sociale
|
|
|
|
|
1. Il senso comunitario di Adriano Olivetti.
2. Il consenso sociale.
3. Per una nuova sensibilità sociale.
4. Il Libro Verde della Commissione di Bruxelles.
La comunità come rapporti interindividuali per identificare i problemi reali e portarli a soluzione, la cultura come forza liberatrice: i Centri Comunitari, l’I-Rur, il Servizio Ricerche Sociologiche con al centro la fabbrica. Il raffronto con la Fiat, cos’è il controllo normativo e da cosa nasce il bisogno di appartenenza. Le idee del Libro Verde del 2001 come conferme alla lungimiranza e alla cultura di Adriano Olivetti.
|
|
|
|
|
|
|
La coerenza organizzativa
|
|
|
|
|
1. Il ruolo della formazione per Adriano Olivetti.
2. Formazione per l’innovazione.
3. Aspetti emergenti della progettazione organizzativa.
4. Strategia e direzione del personale.
La formazione formale e non formale, negli anni tra il dopoguerra e il 1959, come fondamento culturale per poter rendere possibile l’innovazione, la garanzia per il futuro. Cosa dovrebbero fare le aziende italiane per poter competere con successo nel mercato globalizzato.
|
|
|
|
|
|
|
Tra competenza e responsabilità
|
|
|
|
|
1. Le grandi intuizioni di Adriano Olivetti.
2. Quali protagonisti per il futuro industriale.
3. La formazione formale.
La scomparsa improvvisa di Adriano Olivetti lascia in eredità l’acquisto della Underwood Corp., l’elaboratore Elea 9003, la Sgs (oggi STMicroelectronics) e porta a rivolgimenti societari. La nascita della Oge Olivetti General Electric, Aurelio Peccei, l’invenzione del Programma 101, il primo pc di ogni tempo. La formazione formale oggi in Italia e nel mondo.
|
|
|
|
|
|
|
La formazione aziendale
|
|
|
|
|
1. La formazione dopo Adriano Olivetti.
2. La formazione per Carlo De Benedetti.
3. Quale formazione aziendale oggi?
La Olivetti prosegue la sua politica fronteggiando l’avvento pervasivo dell’elettronica, che interessa tutta la linea di prodotti; i risvolti sulla formazione e l’organizzazione. La formazione dopo il 1978, quando subentra alla guida Carlo De Benedetti, la nascita di Elea, l’idea odierna di formazione aziendale.
|
|
|
|
|
|
|
Ben-godi individuale e ben-essere comunitario
|
|
|
|
|
1. La storia non è finita.
2. Integrazione tra senso e significato.
3. Amo, volo ut sis.
La svolta della Olivetti dal 1997: Omnitel e Infostrada, Telecom Italia. Il ruolo della formazione informale oggi, l’attualità della formazione e della strategia di Adriano Olivetti.
|
|
|
|
|
|
|
Epilogo, I e II Atto, Prologo
|
|
|
|
|
1. Epilogo. 2. Capitolo del gusto o delle origini. 3. Capitolo della vista o delle nascite. 4. Prologo
La storia di Camillo Olivetti, il fondatore della Olivetti, nel racconto della madre Elvira e della moglie Luisa: dalla fabbricazione di strumenti di misura per l’elettricità alle macchine per scrivere, tra le due guerre, contornato dall’amore, dagli amici fedeli, dai figli. Nel racconto avvincente, pieno di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi fattone dagli autori.
|
|
|
|
|
|
|
Programma 101
|
|
|
|
|
1. L'età dell'oro e la sua fine. 2. Il momento della
verità. 3. La grande mistificazione. 4. La rivoluzione
microelettronica. 5. Una piccola grande idea. 6.
Un'occasione perduta? 7. Appendice
La straordinaria storia della Olivetti e della
conversione dalla meccanica all’elettronica: gli
elaboratori della serie Elea, il primo computer da
tavolo Programma 101. Intuizioni e genialità di
Adriano Olivetti, miopie, errori, le occasioni
perdute.
|
|
|
|
|
|
|
|
| |